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Presentazione di GIOVANNI BERNARDINI

Parlare di Salvatore Paolo significa anche parlare della solitudine dell'uomo del Sud, in particolare dello scrittore che vive in una periferia storica come la nostra e patisce la sua condizione di scrittore sia rispetto ai suoi concittadini che assai spesso non lo conoscono o riconoscono... , sia rispetto alla cultura ufficiale, alla cultura organizzata, quando egli non possiede I'abilità di imboccare, come si dice con vocabolo molto brutto in tutti i sensi, una "entratura".

"Il Canale" appartiene a quel lfilone della letteratura meridionale d'impianto realistico che trova in Verga il suo piú illustre ascendente. Premiato come inedito nel '59 al premio "Città di Bari", fu pubblicato nel '62... dopo essere passato attraverso varie stesure di cui la prima, intitolata "I Melcari"...

Il tono del "Il Canale " si coglie immediatamente, alle primissime battute: "Mio padre aveva i calzoni sempre con le toppe sul sedere. A volte non aveva nemmeno i calzoni...", dove si annuncia una storia di miseria e di dolori che é quella di una famiglia di caprai, i Mangialerba. Si capisce che vengono subito alla mente "I Malavoglia" dei quali é innegabile il grande modello, ma bisogna avvertire che Paolo abbandona la poetica dell'oggettivita per sostituirla con una narrazione in prima persona, che gli permette di vedere fatti, uomini e cose attraverso l’acuta sensibilità della protagonista, Assuntina, e quindi condurre analisi psicologiche che qualche volta forse risultano un po' troppo fini. In ció credo sia lecito scorgere un'influenza pirandelliana, se teniamo conto che, accanto al Verga, Pirandello fu autore molto caro a Paolo e che egli si laureò discutendo una tesi su "Il naturalismo nell'opera di Luigi Pirandello".
…Il paesaggio é il nostro paesaggio salentino, ma non sta mai comepura descrizione, pezzo di bravura: fa tutt'uno con I personaggi, sottolinea la malinconia di Assuntina che dispera di poter studiare, o lo stato d'animo della madre nell'attesa vana di Giannino che non torneni piú dalla guerra…"Il Canale" si chiude con lepagine molto belle e dolenti che narrano la morte del padre, Domenico Mangialerba, ma il pessimismo che pervade tutto il romanzo cerca alla fine una via d'uscita…quella al livello esistenziale d’una disperata volontà da parte di Assuntina di reagire alle disgrazie e rinnovarsi nel villaggio dove andra ad abitare col marito lasciando il paese natio.

1981 GIOVANNI BERNARDINI