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Simposio Internazionale di Scultura "in Pietra Leccese" - Cannole 2001 |
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MEMORIA dei SEGNI e RI-SEGNI
Vivere il Salento, sia pure per un breve periodo, è immergersi in un particolare ambiente ricco di significanti fatti di terra aria ed acqua; il tutto geograficamente collocato nel "Finibus Terrae" (oggi, S.Maria di Leuca; ieri, Otranto). Questi luoghi, considerati poco fertili e aspri, sono fortunatamente sintesi di un arricchimento culturale e naturalistico al quale hanno contribuito, anche, le storiche presenze di pellegrini, lungo il tragitto Terra Santa-Roma-Santjago De Compostella. Costituiscono arricchimenti di questi luoghi, oggi, i segni dalle intense cariche mistico-religiose che i pellegrini hanno "donato", come a renderci depositari di tanta ricchezza di cultura e di nauta, che quando non è saccheggiata, rimane ancora spesso trascurata. Ho lavorato e viaggiato tanto; con in testa visioni del Salento che attraggono e impongono la propria valorizzazione; nell’essere creativo e nel fare artistico, tale impegnativa attrazione si è trasformata, in me, in un peso di responsabilità: l’urgenza di interventi, utilizzando e mettendo a disposizione conoscenze e contatti allargati nel tempo, per porre attenzione sui segni esistenti e per produrne nuovi (le pietre, come risegni). Grazie alla sensibilità dell’Amministrazione del comune di Cannole e della Pro Loco Cerceto, mi è stato possibile rendere concreta l’idea di impegnare, in una dimensione circoscritta (un paese di provincia), scultori che solo per l’occasione scoprono geograficamente il Salento; dieci artisti vengono espressamente dall’Austria, dalla Germania, dalla Slovenia e dal Canada... per scolpire la nostra pietra leccese. A Cannole, nel 2001, il primo simposio internazionale di scultura in pietra leccese è una realtà. In due settimane, si produrranno sculture di consistenti dimensioni; gli artisti liberamente produrranno i loro segni di pietra; le sculture esprimeranno il loro valore nel tempo e divengono patrimonio comunale di pubblica fruizione. Ho proposto l’iniziativa nella sua dimensione internazionale e contribuirò alla sua realizzazione, anche come artista: perché? L’auspicato risultato che appagherà il mio impegno è sintetizzabile nel mutuo scambio dei segni come testimonianze culturali; come è noto gli artisti lasciano sempre qualcosa di sé nelle loro opere, porteranno nella loro memoria i segni della nostra terra (ulivi secolari, muri a secco, dolmen e menhir...il nostro paesaggio); E’ anche per me un arricchimento il laboratorio tra artisti, tra la gente tra gli sguardi incuriositi, nel ricordo delle poche parole scambiate in lingue diverse... Per me, ri-radicarmi nel Salento è costruire un contributo ad un Salento internazionale. Il simposio di Cannole è un bell’inizio.
Prof. Mario Calcagnile |
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