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Simposio Internazionale di Scultura "in Pietra Leccese" - Cannole 2001 |
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Pietra leccese. Una materia duttile e seducente, da secoli sottratta alle viscere di una terra generosa di pietre, il Salento, per edificare, decorare, scolpire, produrre manufatti di cultura materiale… Le grandi cave in agro di Cannole, Cursi, Martano, Palmariggi hanno partorito nel tempo i preziosi centri storici del Salento, in una laboriosa pratica del "levare" dall’oscurità della terra per "mettere alla luce" in superficie. Una cultura tramandata per tradizione manuale attraverso generazioni di sapienti maestri scalpellini e decoratori si è prodotta in virtuosismi mirabolanti già presenti, sin dal III secolo a.C., nei bassorilievi ellenistici dell’ipogeo Palmieri a Lecce o della fontana "greca" di Gallipoli. E' una storia antica che narra di complessi e misteriosi sincretismi tra una classicità mai sopita e l’esuberanza della fantasia barocca, tra apollineo e dionisiaco, e trova radici insospettate in memorie arabe e bizantine… Tuttavia la capacità suggestiva di questa pietra non sembra essersi esaurita. Ancora artisti ne subiscono la fascinazione e illuminate amministrazioni locali –intendo riferirmi alle manifestazioni organizzate già da anni nell’area del comprensorio della pietra leccese, da Cursi a Martano- ne promuovono la valorizzazione e la diffusione. E’ ora la volta di Cannole, e di un artista salentino d’origine e globe trotter d’elezione, Mario Calcagnile, che lancia l’idea di un simposio di scultura, in pietra leccese ovviamente, che metta a confronto con questo materiale artisti locali e internazionali. La sfida è impegnativa ma stimolante: artisti di oggi, e per giunta "extraterritoriali", sono chiamati a usare materiali e metodi di sempre, saldando la frattura tra passato (i modi tradizionali della scultura in pietra leccese) e presente (i nuovi linguaggi, le nuove motivazioni del fare artistico, le culture "altre"). Uno degli aspetti più delicati della questione è indubbiamente l’interazione delle sculture con l’ambiente cui sono destinate, il centro storico di Cannole. Solo un alto grado di maestria, cultura e sensibilità da parte degli artisti invitati da Calcagnile può garantire una coesistenza intima e fruttuosa tra le preesistenze stratificate nel luogo e l’inquieta vitalità dell’arte del nostro tempo, in un arricchimento reciproco che aggiunga valore a valore. E’ questo l’augurio che facciamo al primo simposio di scultura di Cannole.
MARINA PIZZARELLI |
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